MostriDiCarta


I'll hang Myself With my Glorious Red Tie

Osservare come l'ambasciatore porta-a-porta del Giornale Comunista non riceva altro che le effettive porte a cui bussa sbattute in faccia, come risposte, mi fa trarre diverse conclusioni sull'orientamento ideologico-politico generale degli abitanti delle case di ringhiera.
Della mia e pare anche delle ringhiere sottostanti, in effetti.

I potenziali fautori della rivoluzione proletaria sono a lavorare, a quest'ora, non in casa a cazzeggiare col computer.

L'ambasciatore del Giornale Comunista ha commesso un madornale errore tattico, e ora ne paga le conseguenze liquefacendosi nel suo completo camicia-pantaloni lunghi, mentre bussando all'ennesima porta si sente rispondere  "Cioè, se indossavi la maglietta del Che, ti davo un bicchier d'acqua"


Home Feels Quite Like Home

Hah, rubare i fumetti in fumetteria mi fa nascere dentro un tepore da "le care vecchie cose di una volta".
Oggi per strada c'era uno di quei mimi che quando qualcuno deposita ai loro piedi una moneta, si producono in un breve assortimento di movimenti che vogliono e piuttosto raramente riescono ad esser meccanici, cercando, attraverso tutta questa operazione, di dar l'idea di essere una qualche sorta di marchingegni a gettoni.
Ebbene, il mimo di quest'oggi suscitò, si da il caso, il mio interesse, giacchè indossava un costume da maschera veneziana particolarmente bello -O più probabilmente ero io che, fatta come una pigna, quando l'ho visto ci ho istantaneamente costruito intorno tutti i fasti e la beltà delle antiche celebrazioni carnevalesche veneziane, di cui poi, in effetti, non so' più o meno un cazzo- e decisi così di fare questo mistico gesto dell'offerta della moneta, nel mio grandioso trasporto emozionale dato da un eccessivo uso di pakistano.
Il risultato che ho ottenuto è stato questo: il mimo maschera veneziana fa un mezzo inchino, poi mi prende la mano e comincia a chiedermi se il ragazzo con me è il mio fidanzato, quanti anni ho e se domani usciamo a mangiare insieme (oggi no perchè lavora).
Da oggi mi stan sul cazzo anche i mimi a gettoni.


Dropping Pills

-Vabè, certo che a te piace l'opera: tu sei italiana e capisci le parole.-

Ecco, bene, nonostante tutto avverto un sottile moto di soddisfazione per aver sentito con le mie proprie orecchie l'affermazione più cretina di sempre.

tling!


Junkies go for Orange Juice

ah, così ti basta modificare impercettibilmente l'angolazione del punto di vista e il mio statuto crolla.
Ho evitato di chiedermi come possa esserti stato così facile; tanto, in fondo, non è che mi sia mai sforzata di capire un granchè di te, penso nel tentativo di non rovinare la bella sensazione che mi dava stare in tua compagnia.
Sì, sono d'accordo che adesso non c'è più niente da fare,
l'ultima cosa che voglio al momento è una sinfonia perpetua di misere esortazioni, che come tante note stonate esplorano la scala del "redimiti".

I limoni sono troppo acidi


And You Will Probably Need My Picture, When We Say Goodbye

Non è terribilmente struggente?
Finalmente i lunghi mesi di celata concupiscenza sono esplosi in un tripudio di gioia, amore e violentissimo sesso, al quale ci siamo completamente abbandonati. In un'estatica contemplazione reciproca. Quasi increduli. Quasi del tutto certi di aver intrapreso quel tipo di iniziativa che razionalmente potrei definire "una mastodontica cazzata" e assolutamente del tutto consapevoli del ferale destino che ineluttabile attenderebbe al varco la Mastodontica Cazzata in questione, se la portassimo avanti
.
Dovremmo, in effetti, ringraziare il corso degli eventi che ci divide così prematuramente, invece di lagnarci come donnette.
-Almeno- vorrei dire -Almeno per questa volta, quella che è iniziata come una cosa tanto bella, non si protrarrà fino alla fase in cui io divento una stronza e tu un indignitoso zerbino.-
Mi tengo per me queste considerazioni giacchè ho il sospetto che esprimerle ora, guasterebbe irrimediabilmente il clima melodrammatico di questo nostro addio.

Non è ancora del tutto il momento delle considerazioni, comunque.
Prima c'è ancora la fase in cui si esce e ci si impegna ad ubriacarsi il più possibile, facendo finta che sia una serata qualunque. Il che conduce logicamente, alla successiva fase di ritorno verso casa, quella in cui non si riesce neanche ad aspettare di varcare la soglia e si scopa nell'ascensore o sulle scale o nell'ingresso del condominio, o cose del genere, insomma.

Quando avremo passato lo stadio "sbattimi contro la porta del portinaio", andremo finalmente in casa e questa volta lo faremo intensamente, a lungo, ognuno rendendosi conto di quanto stare insiemesia davvero incredibilmente bello. Realizzando quanto tutto sia prossimo alla fine.

Allora parleremo e ci diremo un sacco di cose molto più affettuose di quelle dette finora e faremo piccole confessioni riguardanti quel che pensavamo l'uno dell'altro 'Prima'. Questo sarà commovente.
Sarà un sacco di baci sulla bocca di cui ci si stanca dopo due minuti ma non ci si decide ad essere quello che la pianta.

Tutto ciò ci porterà, infine, all'ultima, solenne, colossale scopata.
Nella quale, rispetto alla precedente, saremo parimenti intensi.
 Ma più Consapevoli. E commossi.
Come quattordicenni che si producono nelle loro tragedie romantiche, alla fine dell'estate, quando devono tornare in città e abbandonare i loro amori da località turistica.
E sarà sì, terribilmente struggente.
E io alla fine me ne andrò comunque.
E potrò permettermi di cullarmi nella malinconia, al sicuro nella certezza che non avremo mai la possibilità di stare insieme.


Eresie Situazioniste in The Sun

Non li sento più, i passi meno pesanti, quando mi calpestano.
La struttura ossea terribilmente gommosa assorbe offese e concupiscenza come un grottesco tritarifiuti emozionale.
Abbia allora qualcuno il coraggio di infierire su questa patetica, languida resa. Di rendermi la percezione di me stessa.

Strascicando i piedi sempre negli stessi posti, rimango estasiata dal fatto di rimanere comunque anonima, trasformabile e crudele.

Posso essere una rispettabile mammina gravida che guarda il tossico caraibico inveire contro i passeggeri dell'autobus, mentre l'autista letteralmente lo incastra nelle porte.

"Pensate di essere felici tutti voi, coi vostri cellulari, i vostri portafogli pieni e le televisioni? Pensate che questo dia senso alla vostra vita?"

E' interessante che la diffusione dell'home video renda in grado chiunque tra i passeggeri di considerare questa invero accalorata invettiva, una banale quanto sterile retorica alla Trainspotting.
Poi magari- penso mentre mi lascio cedere il posto a sedere da una vecchietta zoppa corredata di bastone- anche lui si è effettivamente ispirato a quello.


Continuamente provo l'impulso di comprare cose che potrei ben fare da me, ma che non ho la costanza di portare a termine.

L'ora è fuggita


Portraits from an Idiote Savante

Aprire la porta hah. Serpeggia nel corridoio labirintico l'odore del qualcosa che ha cucinato il troglodita ieri sera per la sua bella. Qualcosa che sembra ricordare tipo aglio fritto nell'aglio. E canzoni dei Beatles, così, a naso. 

Comunque.  Cucina.  E qui, sulla porta, ci resto bloccata per un po', a metabolizzare la situazione.
Non tanto perchè sia in sè particolarmente cataclismatica; arti di troglodita sanguinolenti carbonizzati nell'aglio o cose simili, in giro non ce ne sono (-disappunto-), ma è che alla mattina il mio cervello affronta un stimolo alla volta e per giunta ci gira sopra a  lungo, sollazzandosi nel suo autismo.
E dunque ora, risalendo la puzza d'aglio per il corridoio come un salmone asmatico nel suo torrente, arrivato in cucina, il mio cervello ottenebrato parte con l'analisi dell'ambiente circostante.
Sul tavolo c'è ancora una bottiglia di Yellow Tail: lo shiraz riconosciuto all'unanimità come il meno peggiore dei vini reperibili al supermercato, che La Bella avrà comprato ieri sera come sfizioso compendio all'aglio fritto nell'aglio.

Povera Bella.

Lo vedo nel fondo dei bicchieri, incrostato con il residuo chimico dello shiraz, il tentativo di costruirsi ad hoc la scenetta in cui vorrebbe trovarsi.
Niente di travolgente, niente di pretenzioso, solo un'ideale background di serenità: quello che le servirebbe per stare bene con tutto il resto, fondamentalmente.
In effetti è questo, suppongo dall'alto della mia botta superalcolica, questo bisogno di proiettare fuori da se stessa la sua potenziale fonte di equilibrio in una qualche iconografia universalmente riconosciuta come idilliaca, che spiega la presenza del Troglodita.
Che è uno degli ingredienti base per la ricetta della bella; duttile abbastanza da lasciarsi plasmare senza creare complicazioni. Sebbene, purtroppo, tanto proporzionalmente carente in acume da non riuscire ad assimilare un cazzo di quello che La Bella cerca di inculcargli, eccezion fatta per le direttive più elementari.

Non è che scherzo quando dico che alla mattina il mio cervello pontifica sul nulla.

Comunque la bella con questa cosa ci impazzisce e in effetti la capisco: non è molto gratificante, che la tua scimmiettina teoricamente ammaestrata, non salti come dovrebbe saltare, quando metti la playlist di de Andrè su cui sono settimane che cerchi di istruirla a danzare. Cazzo.

Il fatto è che è proprio perchè è La Bella, che mi dispiace.

-Che per 'bella' poi si intende una qual sorta di statuto di personaggio complementare nonchè opposto alla Bestia (or Troglodita che sia, insomma), definito all'interno del background più o meno beceramente disneyano che ci permea tutti (sì, qui il cervello aprirà poi una parentesi sull'omologazione culturale operata da Walt Disney e dai suoi baffetti nazisti).
E tutto ciò non intende essere un assortimento di considerazioni caustiche da coinquilina-acida-al-mattino,  proprio qui sta il punto:  che la faccenda mi sta a cuore perchè io la amo La Bella -che particolarmente bella non è-, la amo perchè ha la capacità di brillare di luce propria, quando non cerca di assimilare i comportamenti delle persone da cui è affascinata.

E io divento vuota davanti a lei, perchè mi piace solo guardarla galleggiare, in una maniera che a me pare meravigliosa, sopra il suo mare di psicosi e paranoie.

Siccome nella caffettiera c'è ancora del caffè di ieri -e mi verrebbe da dire anche aglio-, mi metto a fare il thè, ricordando che proprio ieri The Troglodite, vedendomi riempire il bollitore, mi confessò di averci sempre versato l'acqua dal beccuccio perche non sapeva come aprire il coperchio.
Tanto per delineare un po' meglio il personaggio.

Sul tavolo, insieme al cimitero del vino, ci sono i filtri delle sigarette-da-vino e della sfiziosa canna-dopo-cena, che non sposterò.
Mi chiedo come la Twinings osi produrre degli intrugli erbacei tanto schifosi e avere la sfacciataggine di chiamarli thè.

La mia materia grigia unge il tavolo, quasi non lo fosse già abbastanza.
Vedo le braccia della Bella disegnare cerchi in aria, come fa quando  vuole mettere enfasi nelle cose che descrive. Muove le piccole mani fluide e parla del pompelmo annegato nel rhum con cui fanno colazione a Cuba e della meccanica quantistica e dei marinai che si è scopata nei suoi viaggi(ovviamente, quest'ultimo argomento, data la pressochè perenne presenza del Troglodita, viene affrontato di rado ultimamente)(... non che gli altri argomenti siano molto più adatti a lui, anche se forse i significati di 'rhum' e di 'pompelmo' li può afferrare. Cuba suppongo creda si trovi da qualche parte vicino a Ibiza o d fronte alla laguna di Venezia).

Gli occhi azzurri e le pupille sempre gigantesche, quando parla alle persone La Bella  è concentrata e la voce diventa materia.
Il mio cervello mattutino fa miliardi di perifrasi cretine per arrivare a dire che La Bella mi piace perchè è spontanea; e anche se si è intellettualmente zavorrata con il cavernicolo friggitore di aglio e ketamina, è probabile che sia un essere molto più sensato di me.

Mi piace guardarla.
Mi è piaciuto anche prendermi, senza il minimo sforzo, tutto quello che lei ha desiderato tanto e non è mai riuscita ad avere.
Appunto.

Si beh, ho vomitato nel lavandino della cucina, quindi?
Adesso farò colazione.


Architectural Syndromes

No, a quanto pare non è ancora il momento.
Pensare che già quasi mi sentivo entusiasta per aver percepito entusiasmo. Barlumi, almeno.

Per ora, però, le mie conclusioni sono affrettate, pare.
Come del resto, ognuna delle volte in cui mi sembra di essere tornata in vita, o di esserci incredibilmente vicina; non saprei nemmeno da dove cominciare a descrivere quanto sia brutto, poi, rendersi conto di essersi grandemente illusi, e suppongo che chiunque abbia un minimo di intelligenza sensibile, possa rendersi da sè conto che non dev'essere, quanto meno, una sensazione piacevole. Eh già.

Non posso neanche prendermi la soddisfazione di produrmi in affermazioni poetico-drammatiche del tipo: " Nemmanco saprei dire quando è iniziato l'inerte moto di questa caduta dalle braci della disperazione attiva, all'abisso dell'annichilimento totale".
Le vedo anche troppo bene le spirali, le stupide tracce che strascicando i miei bei tentacoli da mostro della fanghighlia, mi son lasciata dietro. Sono troppo apatica per cercare di cancellarle. 

L'apparente incrementato dibattermi nel vasto Ocèano delle Difficoltà della Vita, è l'opera omnia della mia felice carriera di produttrice di balle.
Montagne di ottimamente architettate balle interattive, che si accumulano e si evolvono, nel rispetto della più ortodossa dottrina darwiniana.
Rimirando la suddetta opera nel suo insieme, l'Osservatore Acuto si accorgerà di me, accampata un po' mestamente sotto questa mastodontica struttura di fantasiose cazzate, che arrostisco marshmallows sulla fiammella della mia pallida coscienza, mentre attendo trepidante (per quanto statica, non crediate) che la sindrome di Korsakov arrivi
munifica et salvifica, a liberarmi dal tedio.


Doesn't Really Look Like Christmas

che poi ogni tanto mi viene questa assurda idea di fare il personaggio positivo

 e funziona, dannazione, funziona, perchè, perchè non funzioni?


(Parentesi di dubbia utilità)

La quale parentesi consiste effettivamente in una domanda:
esiste forse qualcosa di più cretino, oltre che doloroso, di toccarsi il piercing sul capezzolo dopo aver sminuzzato dei peperoncini con le dita?


io sono il mostro il mostro il mostro!


She Jerked and Jerked Until She Worked Herself into a Stupor

eheh
e quando finalmente ti senti effettivamente bene, ti rendi conto che non stai sfuggendo alla realtà, la stai definitivamente ignorando.
ma è solo qui che ti investe come una bastonata, la sensazione di essere veramente vicino, attinente a te stesso.

e continuo a ripetermelo