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move, yeh fuckers

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Hangin' Out in Las Palmas

Faccio domande al ragazzo stupido che mi si appiccica ad una festa. Il ragazzo nato sull'isola abbandonata, dispersa, nell'oceano deserto. Buona metafora per descrivere il suo cervello, mi viene da pensare. Il ragazzo stupido che sull'isola ci è  cresciuto e non se n'è mai andato, nemmeno per un giorno, mai.
Dice che da quando ha quindici anni lavora nel baracchino che vende gelati, panini e patatine fritte, che vorrebbe fare l'astronauta o il veterinario e vedere la statua della libertà. Ha ventidue anni e le aspirazioni che poteva avere il bambino della pubblicità del Kinder cioccolato degli anni 80, prima degli anni 80.
Fa un altro miserrimo tentativo di accarezzarmi i capelli e baciarmi, poi dice che quando ha soldi gli piace comprare roba. Che genere di roba? Roba di marca, vestiti, cose per me. Se avesse più soldi comprerebbe più roba, dice. Non se ne andrebbe, non darebbe niente a suo fratello, non farebbe niente di quello che ha detto che sogna di fare, a parte comprare roba.
-Io litigo con mia madre, ma lei ha bisogno di me, anche se dice di no. Lei ha due bar e fa un sacco di soldi, a me fa lavorare nel baracchino e non mi non paga quasi niente.-
Ha le labbra sottili e paonazze, screpolate dalla nascita, la bocca è piccola, stretta, la fronte corrucciata, tutto il viso contratto nel perenne sforzo di afferrare il qualcosa che a malapena realizza che gli sfugge.
Vende fumo a praticamente tutta la gioventù bruciata dell'isola, mi dice che suo padre non lo conosce, è scappato quando lui aveva tre anni, ma in realtà è abituato e non gli fa ne caldo ne freddo. Però, dice il piccolo orifizio in mezzo alla sua faccia, non mi ha mai dato una carezza, non mi ha mai detto 'ti voglio bene', mai un abbraccio, me entiendes?
Gelida gli dico che sì, capisco, che mio padre è morto quando avevo cinque anni e mia madre non si è mai voluta trovare un altro uomo. Che i miei fratelli maggiori avevano dodici e quindici anni all'epoca e hanno letteralmente dato di matto. Io uccidevo i criceti che mia madre comprava. Quando ho smesso di uccidere criceti sono scappata di casa. Poi sono tornata e me ne sono andata ufficialmente, definitivamente.
L'espressione dell'ovetto kinder testimonia che è accigliato al limite del parossismo, vedo che la mia uscita ad effetto ha fatto effetto.  Non è vero niente, è chiaro. A parte la storia dei criceti.
Non ho neanche dei fratelli.
Agli occhi dello scemo del villaggio, però, ho acquistato autorità, un livello incommensurabile di voce in capitolo.
Da qualche parte nel mio cervello, sapere di mentire con tanta naturalezza su una cosa del genere mi fa sentire in torto ed è precisamente questo che mi permette di continuare, di raccontare al qualcuno che ho davanti di come mi sentivo quando tornavo a casa da scuola e trovavo mia madre che piangeva sopra le pentole del pranzo che lasciava bruciare. Vado avanti perchè le cose che dico le sento prendere forma, riempirmi. La mia infanzia di orfanella è piena di rabbia verso questo ragazzo stupido che mi si è appiccicato alla festa. -Senti.-  gli dico, -secondo me dovresti davvero partire. Dovresti lasciar perdere tua madre eccetera, la vita è tua, no?-  e lui le ascolta attentamente, le mie dichiarazioni da film teenager idiota. Ce l'ho lì, sull'orlo del baratro, pronto.
"jump off the cliff"
Neanche la più improbabile scintilla di intuizione nell'acquitrinosa idiozia di questi occhietti porcini potrebbe fargli capire che voglio solo il suo male.
e lui va.


Aishiteru Yo. Yow

però dico, ma come si metterà in atto la deriva situazionista? dico io.
alle due di notte il mio arrogante orologio da polso dichiara che sono le quattro del pomeriggio, che dovrei arrampicarmi sui giardini, invece che sui cancelli della Guastalla, dove il residuo ectoplasmatico del Piccolo Padre mi brucia coi cavi della batteria della macchina. E invece.
Non c'è nessuno. La mia amica è a scopare. La mia amica è in vacanza, la mia amica è a studiare dalla sua amica. Meglio. Oppio e Valium e camomilla. No, non è inutile; è per sentirmi infantile. E dormire meglio. Magari. Dormire.

Mille serpi divoranmi il petto


è questo il momento che mi piace: lo combatto, mi oppongo, per farlo durare il più possibile.
Nella bolla che finalmente, improvvisamente, comincia a crescere ed espandersi nella testa, inarrestabile, come mi sento al sicuro.
Non mi ci abbandono di proposito, certa che verrò sconfitta, cullandomi in questa sicurezza, voglio restare fino all'ultimo istante aggrappata all'ultimo barlume di coscienza, prima che il sonnifero mi spenga.


Learning Thing From The Flowers?

Quante situazioni idiote a ripetizione sono in grado di generare gli esseri umani?
Fosse una fase di disintosscazione, si dovrebbe scrivere un elenco vero e proprio, per razionalizzare, riflettere, avere ogni esemplare insensata idiozia commessa a portata di mano per poterne far tesoro. e sapersi dare ottimi consigli.
Alice sputa in faccia con astio a chiunque le rivolga la parola perchè l'umanità l'ha delusa troppo profondamente. Una vecchietta senza denti l'ha picchiata a sangue con un bastone e poi l'ha derubata.
Lei si impegna con tutte le sue energie per dare significato alle sue azioni, che diventano meccaniche. due giorni indietro, due anni fa. E' utile fare presente questo a se stessi?
Il mio giardino è invaso di alici e  io sono persa nella maledetta foresta di rampicanti della mia cattiveria.
Voglio andare dall'altra parte, bruciare la foresta, ogni singola mia fibra, deve lasciarmi in pace.


vediamo con due tavor cosa succede, eh?


A Lazarus Taxon

Sei ancora viva?
E' sempre stupefacente come la serenità ci investe e poi subito comincia a rapprendersi, a diventare rancida.

Medusa parlava in terza persona, raccontando dei suoi delitti; la malattia aveva preso possesso di lei, facendola a pezzi.
Le coltellate di euforia violenta che affondano nella carne impossibili da combattere, trasformano i tessuti, operano la divina trasfigurazione del sistema nervoso esaltandolo, carbonizzandolo.
L'unico modo era la proiezione all'esterno, dunque, per riuscire ad affermare, concretamente, ad affermare dichiarandolo a voce alta, di avere un'identità oltre, di essere effettivamente altro, di modo che qualcuno sentendola, potesse crederci e testimoniare. Convincerla, magari, di essere stata sincera.
Quanto più convincenti, per contro, e quanto più istantanei e viscerali erano gli sguardi di quelli che avevano visto in lei il mostro che era.

Medusa si è convinta che non c'è modo per lei di dimenticare, combattere e tantomeno vincere l'ossessione; ha iniziato a mordere, strappare e masticare le proprie estremità. Le dita, le mani, i piedi.
 Non è sicura, ma pervicacemente continua; divora i propri arti nonostante il disgusto, convinta che una volta finalmente ridotta ad un putrescente verme di carne senza forma, non ci sarà davvero più niente che ella possa fare. E allora la disperazione avrà finalmente senso.


I'll Fuck You In The Ass, Just For a Laugh

Sento che Tricky riempie i canali svuotati del mio cervello,caldo.
La ragazza con le sue catene al collo, sul materasso, è troppo languida per ammettere che l'Uomo Tatuato se ne vada, o per accorgersene. E' insensata come la spada accanto al bordo del letto e altrettanto fluida, è un improvviso distillato di trip-hop che cade, come la Tosca in teatro.
così
Mi scuserà l'Uomo Tatuato, se rido un po' di lui adesso, mentre si aggira cercando cose. Cerca il bagno, mentre cerca di non sembrare goffo; cerca le sigarette, sembra imbarazzato.
 
La Donzella non ha voglia di questo, veramente, ma rifiutare di prender parte al rito di raccoglimento del fumo sarebbe politicamente scorretto, quindi si alza.
Non si cura di rimettersi la maglietta, nuda davanti all'Uomo Biomeccanico sembra beffarda; fuma e il suo sistema circolatorio è vittima innocente, martire della gravità. La Donzella è un po' felice.

Forse è l'oppio. o il vino, o qualcosa che ho fatto prima, che che cazzo ho fatto nemmeno me lo ricordo,
_ma una qualsiasi Madre non avrebbe approvato_ il poco sangue al cervello mi fa supporre.

Fantastico, sì, ma accompagnati alla porta, Signore degli Spazi e preoccupatene quando sei giù in strada degli stereotipi sulle amicizie rovinate dal sesso, che io adesso devo svenire, magari vomitare, e magari farmene un'altra, tanto per gradire, nelle mie spirali trip-hop.


It's Too Late To Be Late Again

Guardo la finestra e voglio uscire, ma non so' dove sia il fuori.
C'è troppa acqua ad inquinare l'ossigeno e l'unica risposta alla mia distorta manifestazione di angoscia sono le chiacchiere della Donna Orsetto che mi fanno venire voglia di strapparle le orecchie e ucciderla.

Il solito coltello ha perso il filo e tu non sei più tu. Lo vedi: tagli, ma non esce sangue.

Frullate un mango con un bicchiere di rhum e un cucchiaio di zucchero e bevetelo, vi darò 10 dollari.


Hollow Glow

In qualche modo ne si esce, no?


Do We Know When We Die?

Ma bene, bene allora, facciamo le cose come van fatte, nevvero?
Trasciniamo il più evidente dei paradossi fino al fondo, fino a farlo diventare il paradosso di se stesso in una apocalittica e gloriosa riduzione all'assurdo, con gusto.

Nonostante.

Quanto è squisitamente inutile che remi contro.